Castel Colonna
è un grazioso paese della Provincia di Ancona, situato a 15
chilometri da Senigallia.
Esso sorge su una piccola altura (m. 125
s.l.m.), è ancora completamente circondato da alte mura e il suo monumento più
importante e significativo è una porta fortificata, chiamata Torre malatestiana, risalente
alla metà del Quattrocento.
Questa è la porta fortificata di Castel Colonna, chiamata Torre Malatestiana, come appare oggi dopo i restauri del 1975.
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Il nome
In
passato la località era chiamata Tomba
di Senigallia.
Nel 1921 tale denominazione, ritenuta poco decorosa dagli
amministratori del tempo, fu mutata in Castel
Colonna,
in omaggio a Vittoria
Colonna,
nipote di papa Martino V e vedova di Carlo II Malatesta, che era
stata signora di questo piccolo centro verso la metà del
Quattrocento.
La nobildonna romana, infatti, nel 1438 ne aveva ereditato i diritti signorili dal
marito e nel 1457
aveva fatto costruire una nuova porta
fortificata, come testimonia ancora oggi una lapide conservata
all'interno della porta stessa (HOC OPUS FECIT FIERI MAGNIFICA DOMINA
VICTORIA COLUMNENSIS DE MALATESTIS MCCCCLVII DIE TERTIA NOVEMBRIS).
Tuttavia la
denominazione antica di Tomba non aveva nulla a che fare con un luogo di sepoltura: essa indicava una fattoria fortificata di proprietà signorile
costruita sopra un piccolo poggio.
Cenni storici
Informazioni sull'origine del paese si ricavano da un documento fabrianese del 1326, nel quale il luogo è menzionato con il nome di Tumba domini Adolfini, cioè Tomba del signor Adolfino. Nella carta si precisa anche che apparteneva al territorio di Senigallia. Dunque, il primo insediamento deve essere stato edificato nel corso del Duecento da un certo Adolfino, che successivamente lo sottomise al comune di Senigallia. I discendenti di questi, di parte guelfa, continuarono ad avere diritti signorili sul luogo e ad essere presenti nella zona fino alla metà del Trecento.
La
prima notizia sul paese invece risale alla metà
del Duecento:
in un documento dell'eremo di Fonte Avellana viene menzionata la
curtis Tumbe,
cioè la corte
della Tomba.
Nel Medioevo con il termine curtis
si indicava il territorio di un castello o di una azienda agricola.
Una
seconda notizia risale all'anno 1300: in una bolla di papa Bonifacio
VIII si parla del castello
di Tomba.
Nel 1317
Tomba fu occupata e saccheggiata dal ghibellino Mizia di Corinaldo
nel corso
delle lotte di fazione del tempo.
Nel 1355 il
vescovo di Senigallia, Ugolino Federicucci, prese possesso del castello di Tomba a nome del
cardinale Egidio
Albornoz
e ne affidò la reggenza a un capitano. In quella stessa circostanza Tomba venne posta nuovamente sotto il governo di Senigallia.
Nel 1378
papa Gregorio XI
affrancò Tomba dalla giurisdizione di Senigallia e la pose alle
dirette dipendenze della Santa Sede. Inoltre il pontefice promise di non concedere in Vicariato il piccolo castello a nessun signore e di conservarne l'autonomia. Tale privilegio fu confermato dai suoi successori:
nel 1395
da Bonifacio IX
e nel 1519
da Leone X.
Le
cose però non andarono in questo modo, dato che negli anni
successivi Tomba fece parte dei possedimenti dei vari signori
di Senigallia.
In
particolare nel
1430
papa Martino V
concesse Tomba a Carlo
II Malatesta.
Nel 1438
il piccolo castello fu ereditato dalla moglie di questi,
Vittoria Colonna,
alla quale si deve nel 1457 la costruzione della porta fortificata.
In
seguito Tomba appartenne anche al celebre Sigismondo
Malatesta,
il quale sconfitto nei pressi del fiume Cesano ad opera di Federico
da Montefeltro
nel 1462, fu costretto a riconsegnarlo alla Chiesa.
Sempre nel 1462
papa Pio II
concesse Senigallia e il suo territorio al nipote Antonio
Piccolomini. Questa signoria ebbe brevissima durata (1462-1464).
Nel 1474
papa Sisto IV
concesse in Vicariato
Senigallia e Mondavio al nipote Giovanni
Della Rovere.
Nel 1475
quest'ultimo, con
l'emanazione del relativo statuto, istituì
una circoscrizione giudiziaria, chiamata Commissariato,
comprendente i centri di Tomba, che ne era il capoluogo, Ripe e
Monterado.
A capo di questa istituzione fu posto inizialmente un notaio con il titolo di vicario, che fu successivamente sostituito da un dottore in legge con il titolo di commissario. Tale figura aveva principalmente competenza di ordine giudiziario, quale giudice di prima istanza, sia in civile che in criminale, delle tre comunità che costituivano il Commissariato. Riguardo a queste aveva anche la funzione di controllore dell'amministrazione della cosa pubblica e di tramite con l'autorità superiore. La sede del Commissariato era a Tomba.
Nel 1508
il Commissariato
di Tomba
fu annesso, insieme agli altri territori rovereschi, al Ducato
di Urbino,
ereditato da Francesco
Maria I Della Rovere,
figlio di Giovanni. In seguito i duchi Della Rovere subinfeudarono per i servizi a loro prestati Tomba e altri castelli ad alcuni personaggi nobili, tra i quali esponenti della famiglia Landriani.
Nel 1631,
alla morte senza eredi maschi di Francesco Maria II Della Rovere, il Ducato di Urbino
fu incorporato nello Stato Pontificio e trasformato nella Legazione
di Urbino. Tuttavia il Commissariato
di Tomba restò in vigore. Esso fu soppresso soltanto nel 1808, durante periodo napoleonico, quando i tre i castelli che lo componevano entrarono a far parte del dipartimento del Metauro.
Con la Restaurazione Tomba venne compresa nella Legazione di Pesaro e Urbino e nel 1816 divenne comune autonomo. Nel 1860, in seguito alla battaglia di Castelfidardo, con l'annessione delle Marche al Regno d'Italia il paese fu inserito nella Provincia
di Ancona
e fu compreso nel XIV mandamento di Senigallia.
Negli
anni successivi alla denominazione Tomba
fu aggiunta la specificazione di
Senigallia, per distinguere il paese da un altro centro marchigiano, Tomba di Pesaro, l'odierna Tavullia.
Nel 1921
il paese cambiò il nome in Castel
Colonna,
in omaggio a Vittoria
Colonna, con regio decreto dell'8 novembre 1921, n. 1698.
Nel 1951 Castel Colonna contava 1544 abitanti. Nel 1961 la popolazione scendeva a 1286 persone. Nel 1981 scendeva ulteriormente a 865, per poi crescere nei decenni successivi fino ad arrivare a 1039 abitanti nel 2011.
Il primo gennaio del 2014
il comune di Castel Colonna è confluito con Ripe e Monterado nel
nuovo comune di Trecastelli (di complessivi 7471 abitanti nel 2020), con legge regionale n. 18/2013.
Curiosità
- A proposito di Vittoria Colonna il giornalista e fotografo Mario Carafòli nella pubblicazione “I castelli di Senigallia” del 1973 scrisse: “È da ritenere pura leggenda che questa Vittoria sia stata qui relegata dal marito per espiarvi uno strappo alla fedeltà coniugale, e che qui arrivando dicesse: «Questa sarà la mia tomba»”.
- Nella località Croce di Castel Colonna sul muro di una casa colonica è custodito in una nicchia, al posto della consueta immagine sacra, un busto in bronzo raffigurante Napoleone Bonaparte.
- Come si è già detto nelle Marche vi era anche Tomba di Pesaro, che nel 1938 cambiò la sua denominazione in Tavullia dal torrente Tavollo, che scorre nel suo territorio e sfocia nell'Adriatico tra i comuni di Cattolica e Gabicce Mare.
Il castello
La porta fortificata di
Castel Colonna (Torre
malatestiana),
interamente realizzata in laterizio, è a pianta quadrata con un solo
arco di accesso a tutto sesto, in passato dotato di ponte levatoio.
Il parapetto aggettante è sostenuto da beccatelli e coronato da
merli alla ghibellina, aggiunti in fase di restauro nel 1975.
Le
caditoie realizzate fra i beccatelli consentivano la difesa
piombante. Una feritoia per archibugio e una troniera per
bombarda di piccolo calibro avevano il compito di proteggere,
mediante fiancheggiamento, le cortine murarie innestate nella porta.
All'interno
della porta è murata una lapide che ricorda che essa fu edificata per volontà di Vittoria
Colonna
il 3 novembre del
1457: HOC OPUS FECIT FIERI MAGNIFICA DOMINA VICTORIA COLUMNENSIS DE MALATESTIS MCCCCLVII DIE TERTIA NOVEMBRIS.
Il circuito murario, a forma di nave e coevo alla porta fortificata, è provvisto di alte cortine scarpate. Il camminamento di ronda è in parte percorribile. A sinistra della rampa di accesso al paese sulle mura sono visibili beccatelli ciechi.
Durante i restauri effettuati nel 1928 il lato ovest della cinta muraria venne rinforzato con contrafforti esterni.
Sulle mura che danno sul parco giochi è visibile il segno di un colpo di artiglieria tedesco lasciato il 9 agosto 1944 nel corso della Battaglia del Cesano.
Inoltre da vari punti del circuito murario si possono ammirare gradevoli scorci della campagna che circonda e si può vedere il vicino castello di Ripe.
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| Questa era la "Fontana pubblica" edificata sulla scarpa delle mura |
All'interno delle mura in via Umberto I si trova l'attuale chiesa parrocchiale di S. Mauro
Abate,
recentemente restaurata. L'edificio,
probabilmente risalente al periodo roveresco, è a tre navate e
conserva al suo interno: una Madonna con bambino (Madonna della
Misericordia) attribuita a Gaetano Lapis detto il Carraccetto (Cagli,
1706 – Roma, 1773); un crocifisso ligneo probabilmente eseguito tra
il XVI e il XVII secolo; una statua della Madonna probabilmente del
XVIII secolo. Nella chiesa è anche custodita una reliquia di S. Marina, patrona del paese, donata alla chiesa castelcolonnese il 6 luglio 2016 dal Reverendissimo Patriarcato di Venezia.
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Questa è la chiesa parrocchiale dedicata a S.
Mauro Abate, da poco restaurata.
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Per ulteriori informazioni
si può visitare il sito turistico del Comune di Trecastelli:
http://www.trecastelliturismo.it/








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