martedì 25 dicembre 2018

Buon Natale!

Ercole Ramazzani, Adorazione dei pastori, 1568, Pinacoteca diocesana di Senigallia

Questa “Adorazione dei pastori” è un'opera del 1568 di Ercole Ramazzani, conservata presso la Pinacoteca diocesana di Senigallia.

La scena si svolge di notte. La Madonna scopre il bambino Gesù per mostrarlo a un gruppo di pastori. Uno di questi porta in dono un cesto di frutta. Dietro, sulla sinistra, S. Anna indica il neonato a S. Giuseppe. In basso sono visibili la firma e la data (HERCULES RAMAZ / ZANUS ROCCHEN. / ANN. DNI / MDLXVIII).

Ercole Ramazzani, l'autore del dipinto, è un pittore marchigiano del Cinquecento.
Nasce vicino ad Arcevia (chiamata Rocca Contrada fino al 1817) intorno al 1537.
Nel 1550 si trasferisce ad Ancona per lavorare nella bottega del pittore veneziano Lorenzo Lotto, grazie alla raccomandazione dell'orefice Francesco di Rocca Contrada.
Lorenzo Lotto nel “Libro di spese diverse” scrive nel dicembre 1550: “Venne Hercole della Rocca Contrada a star meco ed imparar l'arte”. Egli deve “far ogni servimento de casa e dell'arte...(mentre) per quel tempo saprà avanzarsi da imparar l'arte sarà a suo deletto e beneficio”. Ercole deve, dunque, adattarsi a fare un po' di tutto.
Si deve occupare di pagamenti e riscossioni e, in un momento di grave difficoltà economica, deve portare dei vestiti del pittore al monte di pietà, intestando a suo nome la bolletta.
Lorenzo Lotto si affeziona a lui, tanto da chiamarlo “criato” (sua creatura).
Nel 1552 il rapporto si interrompe prematuramente ed Ercole inizia una prolifica attività in proprio nelle Marche. Si ricordano alcune sue opere:
  • Battesimo di Cristo, opera conservata presso la Raccolta museale di S. Medardo di Arcevia;
  • Giudizio Universale, opera conservata presso la collegiata di S. Medardo di Arcevia;
  • S. Martino di Tours in maestà, opera giovanile conservata presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Castelleone di Suasa;
  • Adorazione dei pastori, Madonna del rosario, Crocifissione con la Madonna e S. Giorgio, opere conservate presso la Pinacoteca diocesana di Senigallia;
  • Madonna della Speranza, copia o restauro di una tela più antica eseguito nel 1578, opera conservata presso la cattedrale di Senigallia.
Nel 1594 il Comune di Arcevia incarica Ercole Ramazzani di disegnare una pianta della città, su richiesta di monsignor Angelo Rocca che intendeva farla stampare in un suo libro.
Muore nel 1598 ad Arcevia nella sua casa (sulla facciata della quale è ricordato da una lapide).

Per saperne di più:
Ercole Ramazzani, Giudizio Universale, collegiata di S. Medardo di Arcevia
Ercole Ramazzani, Madonna della Speranza, cattedrale di Senigallia
Ercole Ramazzani, Madonna del rosario, chiesa di S. Agata di Castiglioni di Arcevia
Ercole Ramazzani, pianta di Rocca Contrada, 1594
Casa di Ercole Ramazzani, Arcevia

lunedì 17 dicembre 2018

"Come eravamo" - Fabriano


Pubblico alcune vecchie foto della città di Fabriano, tratte da “Come eravamo”, supplemento della Gazzetta di Ancona del 1990.

Prima immagine

Piazza del Comune


Sulla sinistra è visibile il Palazzo del Podestà. L'edificio è stato costruito nel 1255, come sede del Comune, ed essendo collocato in posizione centrale rispetto ai quartieri in cui era divisa la città (Castelvecchio, S. Biagio, S. Giovanni e Poggio), simboleggiava l'unità del governo.
Nel XVIII secolo è stato sede dei Governatori della Chiesa.
Nel corso del tempo il palazzo ha subito manomissioni nella struttura interna ed è stato deturpato all'esterno con l'apertura di nuove finestre, la chiusura di quelle originarie e con l'addossamento sul fianco destro e nel lato posteriore di costruzioni.
Tra il 1911 e il 1922 sono stati realizzati lavori di ripristino dell'esterno (prospetto verso la piazza e fianchi), ad opera dell'ing. Icilio Bocci, allora soprintendente ai monumenti delle marche.
Il restauro ha sicuramente valorizzato l'aspetto generale dell'imponente costruzione, nonostante alcune soluzioni opinabili, come l'aggiunta della merlatura di tipo ghibellino.

Seconda immagine

Fontana Rotonda, detta anche Sturinalto


La Fontana Rotonda, detta anche Sturinalto, nella centrale Piazza del Comune, è stata costruita nel 1285 dal perugino Jacopo di Grondolo, che ha tratto ispirazione dal modello della Fontana Maggiore di Perugia (realizzata nel 1278 da Nicola e Giovanni Pisano).
Nel 1351 la fontana è stata restaurata per volontà di Alberghetto II Chiavelli, signore della città.
La fontana è costituita da tre bacini digradanti: i primi due sono in pietra, mentre il terzo è in bronzo di Corinto.
Il primo bacino, a pianta poligonale, è diviso in riquadri da colonnine poligonali. Il secondo è, anch'esso, poligonale, ma con colonnine di forma cilindrica. In quest'ultimo, sul lato verso la piazza, è visibile, quale unico elemento decorativo, un bassorilievo raffigurante lo stemma della città, molto consumato. Il terzo bacino, il più piccolo, è a forma di coppa.
La fontana ha le seguenti dimensioni: altezza 4,60 metri; diametro dei catini (partendo dal basso) 6,80 metri, 4,16 metri e 1,65 metri.

Terza immagine

Piazza del Comune


Sulla sinistra è visibile, in primo piano, il Palazzo Comunale, già appartenuto ai Chiavelli, signori di Fabriano.
Su di esso s'innesta il Loggiato di S. Francesco, costruito alla metà del Quattrocento per volontà di papa Nicolò V. Verso la fine del Seicento esso è stato ricostruito e prolungato e successivamente unito alla sede municipale. La costruzione attuale è costituita da 19 arcate per una lunghezza di 85 metri e una larghezza di 6 metri.
Sulla destra è visibile il Palazzo Vescovile (XVII sec.), con portico a sette arcate, affiancato dalla Torre civica.
Poco più avanti s'intravede una costruzione di origine trecentesca, con arcate ogivali chiuse per ricavare botteghe, l'Abbondanza municipale (monte frumentario), a cui si rivolgevano i contadini poveri per avere il grano di cui necessitavano per la semina, con obbligo di restituzione.

sabato 15 dicembre 2018

Rocca Roveresca di Senigallia

I torrioni della Rocca progettati dall'architetto Baccio Pontelli e sullo sfondo Piazza del Duca

La Rocca Roveresca è il monumento più importante di Senigallia.

La Rocca, così com'è oggi, è dovuta in gran parte alla volontà di Giovanni Della Rovere, signore di Senigallia dal 1474 al 1501, Duca di Sora e Prefetto di Roma, che la fa costruire nella seconda metà del Quattrocento per una migliore difesa della città dalla parte del mare.

I lavori sono commissionati all'architetto dalmata Luciano Laurana, uno degli autori del Palazzo Ducale di Urbino, al quale si devono il ponte levatoio che collegava la Rocca all'antistante piazza e la progettazione del corpo centrale adibito a residenza.
Dopo la sua morte (1479), la prosecuzione dell'opera è affidata all'architetto fiorentino Baccio Pontelli, che realizza la costruzione militare vera e propria, a pianta quadrangolare con quattro possenti torrioni circolari ai vertici (1480-1482).

Nel 1553 Guidubaldo II Della Rovere, nipote di Giovanni, istituisce una scuola per bombardieri nella Rocca. Ne istituisce anche un'altra nella Rocca Costanza di Pesaro. In quegli anni l'arte della guerra era in grande evoluzione con l'impiego sempre più massiccio e perfezionato dell'artiglieria, quindi era necessario preparare gli uomini all'uso delle nuove tecniche militari.

Nel periodo pontificio la Rocca viene trasformata in un carcere, come testimoniano la cappella per i detenuti al secondo piano della zona residenziale e le celle di rigore all'interno di un torrione.

Un momento della visita guidata di domenica 2 dicembre

Stemma inquartato di Giovanni Della Rovere







venerdì 14 dicembre 2018

Visita guidata della Rocca Roveresca di Senigallia


Domenica 2 dicembre ho organizzato una visita guidata della Rocca Roveresca di Senigallia, approfittando dell'ingresso gratuito.

Ogni prima domenica del mese, come stabilisce il decreto 27 giugno 2014, non si paga il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie e scavi archeologici dello Stato.

Si tratta di una iniziativa sicuramente da ripetere!